Friday, December 5, 2008

Dov'e' la ricerca italiana?



L’Italia e’ paese di santi, poeti, navigatori e inventori. Ha prodotto in tutte le epoche grandi genialita’ in moltissimi campi della scienza. E’ cosa alquanto ovvia che queste persone siano di fondamentale importanza per lo sviluppo e il benessere della nazione. Paradossalmente da decenni, le politiche in materia di ricerca e sviluppo sono state a dir poco disastrose. Si e’ cosi’ verificato quel fenomeno noto come “cervelli in fuga”, in cui moltissimi degli studenti e dei laureati piu’ capaci e volenterosi sono emigrati per poter continuare i loro studi e ricerche in altri paesi. Fenomeno che anche dal punto di vista economico risulta estremamente oneroso per le casse dello stato. Gli studenti si formano infatti nel sistema scolastico italiano non certo a costo nullo, per poi andare ad arricchire culturalmente e accrescere lo sviluppo di altri paesi, che ricevono questo contributo come una manna dal cielo. Noi di Qui New York Libera abbiamo intervistato alcuni professori e studenti italiani dell’area Newyorkese per analizzare la situazione dell’universita’ e della ricerca italiana. Ne e’ emerso un quadro molto preoccupante, inaccettabile per una nazione avanzata e industriaizzata come l’Italia. Mancanza di finanziamenti, assoluta mancanza di meritocrazia del sistema, strutture inadeguate, impossibilita’ di continuare le proprie ricerche con mezzi adeguati, opportunita’ professionali quasi inesistenti sono alcuni degli aspetti che ne sono emersi. Un altro importante punto emerso e’ la politica della scuola e della ricerca volta a commercializzare l’istruzione, cercando di smantellare l’apparato pubblico a vantaggio di quello privato. L’acceso all’istruzione e’ un diritto, non deve creare profitto.

PS: invitiamo tutti i ricercatori all'estero e non a raccontarci brevemente la loro storia nei commenti a questo post.

7 comments:

silvia said...

ciao, mi chiamo Silvia, non sono ricercatrice, ma ne ho sposato uno e devo dire che mi sembra di sentire un disco rotto. Ogni volta che si tocca il discorso "ricerca universitaria" sembra la comunicazione tra sordi, sempre gli stessi problemi, che anno dopo anno si accumulano e peggiorano e sempre le solite promessucce da elezione che vengono accantonate un minuto dopo essere usciti dal seggio.
Tornare in Italia? E perche'? Questa e' la vera domanda, eppure tutti i ricercatori intervistati (non) hanno ancora quella speranza e voglia di tornare a casa, solo se ci fosse le possibilita'. Non poter dare questa opzione a tanto talento e' dannoso oltre che davvero molto stupido. Complimenti per il video

ALVISE said...

Prima del governo prodi, durante la campagna elettorale, tutti i partiti cercavano il voto da qualuque parte si potesse riceverlo, infatti anche dagli states vennero voti da senatori a vita.Una senatrice (in italia) , la Signora Montalcini, disse che, se non veniva stanziata una grossa cifra per le ricerche, non avrebbe votato prodi.Gli promisero una montagna di soldi e votò prodi, che poi vinse.Risultato...Una marea di "cervelli" fuggiti dall'italia perchè nemmeno l'odore (che sarebbe già qualcosa) si sentì di quella promessa, alla faccia della Montalcini.In questi giorni sta nascendo la diatriba (finalmente) sull'aspetto delle cariche, sia nella scuola sia in altri ambiti delle strutture sociali, e cioè la Baronia nelle università.Si è scoperto (ma già si sapeva da mill'enni) che in quasi tutte le università vi lavorano fino alla terza generazione di docenti o ricercatori.Magari il figlio si qualcuno di questi baroni avrebbe voluto fare il deejay, il risultato è, che abbiamo "dottori" imbecilli ma che sono diventati Vip in barba ai cittadini che rimpinguano le loro tasche senza nulla ricevere, dal punto di vista scientifico.

Michele said...

Come i ragazzi del video mi sono trasferito negli USA per le scarse opportunita' che ci sono in italia di fare ricerca seriamente. E' possibile fare ricerca in Italia, il problema sono le condizioni. Se sei raccomandato, fare ricerca in Italia e' perfetto: fai quello che vuoi e non devi rendere conto a nessuno. La produzione scientifica non viene di fatto richiesta ne' valutata. Oppure puoi sempre accettare di fare il galoppino per qualche barone per almeno 10 anni sperando (forse in vano) di accedere ad un posticino con uno stipendio nemmeno da favola.
A differenza dei ragazzi intervistati, mentre ero di fronte al bivio se intraprendere il percorso da galoppino o andare a lavorare nell'indutria, ho scelto la seconda per i motivi sopra descritti e per quanto viene detto nel video. Nel mio caso, l'industria era disponibile negli USA, perche' Torino e' ben lungi dall'essere la capitale industriale che e' stata in passato. Come la ricerca, anche l'industria e' stata oggetto di azioni di affossamento progressivo nel corso degli ultimi anni. E' la politica del mantenere i privilegi e la ricchezza nelle mani di pochi ed affossare il ceto medio.

ALVISE said...

Forse oggi più di prima capiamo le frasi di Ezra Pound, una fra tutte "i politici sono i camerieri delle banche".Se non debelliamo il signoraggio delle banche, saremo sempre più schiavi dei ladroni.Non per nulla John Kennedy ci provò a combatterlo, facendo stampare 40mld di dollari (del popolo) nel 64, ma fu ucciso per questo, ed anche lincoln lo fu, quando tentò di far stampare i dollari governativi e non della banca centrale.Meditiamo....

miciotigre said...

Alvise, hai tutte le ragioni di questo mondo, ma avere un sistema universitario e di ricerca un attimo decente, sarebbe possbile anche se le banche rubassero di piu'. Il discorso e' un po' complicato comunque, perche' e' tutto un circolo vizioso. Ma in altri paesi il sistema infame bancario e' lo stesso, ma la ricerca e' trattata meglio.

ALVISE said...

Scusami se dirò una cosa ovvia, tutto gira attorno il denaro, corruzione, benessere, mafia, governi che non hanno denaro, ecc.Persino l'amore (venduto al miglior offerente).E se manca, perchè manca?beh, per esempio perchè per via del debito pubblico non abbiamo denaro da investire, per esempio nella ricerca.La ricerca potrebbe far progredire un paese?secondo me si, dato che, poi, il frutto delle ricerche, sarebbe un rimpinguinamento delle nostre casse.Però mancano i soldi, gira e gira torniamo sempre quì. Come si potrebbe risolvere il problema?Secondo me una delle prime azione economiche sarebbe diminuire il debito, che già di per se è una buona fetta.Come si potrebbe agire perchè ciò succedesse?L'ho scritto nel post precedente.Come vedi il problema è sempre quello.E' il giusto quando dici che, se anche le banche rubassero di più, se prendessimo ad esempio altri paesi, i finanziamenti per la ricerca ci sono.RICORDATI CHE SIAMO IN ITALIA.Noi abbiamo esportato molte novità nei paesi mondiali, la mafia, l'estorsione, ecc.Per me è triste constatarlo, perchè mio figlio è andato in germania a cercare lavoro, sopratutto con uno stipendio dignitoso, rispetto a quello che percepiva in italia, a parità di ore lavorative, però è giusto che fuggiate, non prevedo nulla di buono, nemmeno a lungo periodo, troppe sono le lobby, dalla massoneria, al gruppo Bilderberg, ai partiti.

Anonymous said...

Non basta la massoneria, non bastano le lobbies, non basta la mafia. Bisogna capire perchè qui in Italia l'intellettuale è da sempre un servo, da sempre un imbavagliato, cioè dal rinascimento in poi, cioè da quando l'ago della bussola della cultura si è spostato dall'Italia all'Europa. in italia sono rimasti gli artisti , poichè non erano ideologicamente pericolosi. Dall'ottocento in poi nemmeno quelli.Salvo poche rare eccezioni.
Qual'è allora il vizio storico di fondo di questo paese, che pur più ricco di piccoli paesi come l'Austria e la Danimarca investe in proporzione molto meno di essi nella ricerca? Io credo che già Dante e Machiavelli avessero individuato il clue della politica italiana. La disunità dei vari stati, l'ingerenza temporale della Chiesa Cattolica, la posizione strategica appetibile all'ifluenza di altri stati (oggi US) che non ne tollerano una vera direttrice di governo che svincolerebbe la politica italiana dal servaggio a cui è oggi ridotta. Il signoraggio del capitale è ben presente anche negli US e ben più di qui, ma la ricerca è comunque florida. No in questo paese NON si deve insediare un ceto intellettuale potente, neppure di stampo massonico ( i massoni nostrani sono niente piu che degli indottrinatori secondari)poichè da un ceto intellettuale potente ne deriverebbe una forza politica potente e in grado di operare scelte autonome dalla politica internazionale atlantica a cui l' Italia è indissolubilmente legata. e così si andrà avanti. A meno non succeda ......che cosa? una rivoluzione? mah. andate per il mondo, ricercatori italiani, portate per il mondo il genio e la sensibilità italiana, quelle che hanno dato al mondo i massimi geni di tutti i tempi. qui non potrà esservi altro che una torre d'avorio isolata dal resto del paese: altro è il destino di questo territorio: base per gli US, base per le attività della chiesa cattolica per il mondo, base per la mafia che rientra i suoi introiti dal mondo per mantenere i suoi manutengoli nostrani. territorio di spadroneggiamento dei servizi segreti prima dei due blocchi adesso di uno solo. No , questo paese ha un destino suo peculiare che lo vincola ad altre funzioni. La produzione intellettuale libera non interessa e non serve a nessuno. Tanto quel know - how che ci serve per tirare avanti ce lo danni gli americani , no?